- 5 Marzo 2026
- By MotoPass
- In Actualites motopass
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Togliere i guanti sotto la pioggia per pagare il pedaggio? È finita. Ma prima di parlare di praticità, parliamo di curve. Le Dolomiti sono il sogno di ogni motociclista: 450 chilometri di asfalto perfetto, tornanti mozzafiato e panorami che vi faranno fermare ogni dieci minuti per scattare foto.
Questo itinerario attraversa i passi più leggendari delle Alpi italiane. Preparatevi a vivere un’esperienza che ricorderete per sempre.
Punto di partenza: Bolzano
Punto di arrivo: Cortina d’Ampezzo (con ritorno a Bolzano)
Distanza totale: 450 km
Durata consigliata: 3-4 giorni (2 giorni se siete dei veri macinatori di chilometri)
Periodo migliore: Giugno-Settembre
Partite da Bolzano in direzione Val Gardena. La SS242 vi porta direttamente nel cuore delle Dolomiti. Ortisei è la prima tappa: caffè veloce e via verso il Passo Sella.
Il Passo Sella (2.218 metri) è il primo assaggio di quello che vi aspetta. 13 chilometri di tornanti perfetti, asfalto impeccabile, panorami che tolgono il fiato. La salita da Selva di Val Gardena è tecnica ma scorrevole. In cima, fermatevi al rifugio: lo strudel è obbligatorio.
Scendete verso Canazei e proseguite per il Passo Pordoi (2.239 metri). Questo è il passo più alto dell’itinerario. 27 tornanti numerati sul versante sud. Ogni curva è un piacere puro. La visuale sulla Marmolada vi accompagna per tutta la salita.
Pernottamento consigliato: Canazei o Arabba
Alzatevi presto. Il Passo Giau (2.236 metri) è magico all’alba, quando il traffico è ancora assente. Da Arabba, prendete la SP638 verso Colle Santa Lucia.
Il Passo Giau è probabilmente il più scenografico dell’intero itinerario. Le pareti rocciose verticali, i prati verdi, le curve ampie e veloci. Questo passo è stato set di innumerevoli spot pubblicitari di moto. Capirete subito perché.
Scendete verso Cortina d’Ampezzo, la regina delle Dolomiti. Pranzo in centro, poi nel pomeriggio affrontate il Passo Falzarego (2.105 metri) e il Passo Valparola (2.168 metri). Due passi collegati che formano un anello perfetto. Il Falzarego offre curve tecniche e strette, il Valparola è più aperto e veloce.
Pernottamento: Cortina d’Ampezzo
Giornata dedicata alle Tre Cime di Lavaredo, simbolo assoluto delle Dolomiti. Da Cortina, prendete la SS51 verso Misurina. Il lago di Misurina è una sosta obbligatoria: lo specchio d’acqua riflette le montagne circostanti in modo perfetto.
Da Misurina parte la strada a pedaggio per il Rifugio Auronzo (12€ per le moto). 7 chilometri di tornanti stretti che vi portano a 2.320 metri. Parcheggiate la moto e fate la passeggiata di 30 minuti fino al rifugio Lavaredo. Le Tre Cime davanti a voi sono uno spettacolo che non ha bisogno di commenti.
Ritorno verso Dobbiaco attraverso la Val Pusteria. Strada più tranquilla, ideale per rilassarsi dopo l’intensità dei passi alpini.
Pernottamento: Dobbiaco o San Candido
Ultimo giorno, ma non meno spettacolare. Da Dobbiaco, prendete la SS49 verso Brunico, poi la SS244 verso Badia.
Il Passo Gardena (2.121 metri) chiude l’itinerario in bellezza. Meno affollato del Sella o del Pordoi, offre curve tecniche e panorami mozzafiato sul Gruppo del Sella. La discesa verso Selva di Val Gardena è un susseguirsi di tornanti perfetti.
Ritorno a Bolzano attraverso la Val Gardena e la SS12. Totale: 450 chilometri di pura felicità su due ruote.
In Italia, molte autostrade e alcune strade alpine sono a pedaggio. Fermarsi, togliere i guanti, cercare la carta di credito, rimettersi i guanti: una perdita di tempo e sicurezza.
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Giugno-Settembre è il periodo ideale. I passi aprono generalmente a fine maggio, ma giugno offre meno traffico. Luglio e agosto sono i mesi più affollati: partite presto la mattina per evitare code ai passi principali.
Settembre è perfetto: temperature miti, colori autunnali, traffico ridotto. Attenzione: alcuni passi chiudono a fine ottobre.
Le temperature in quota scendono rapidamente. Anche in agosto, ai 2.200 metri del Pordoi può fare freddo. Portate sempre:
Fate il pieno a Bolzano, Canazei, Cortina e Dobbiaco. Tra un passo e l’altro, le stazioni di servizio sono rare. Alcuni passi distano 50-60 km l’uno dall’altro senza possibilità di rifornimento.
Prenotate in anticipo, soprattutto in alta stagione. Canazei, Arabba, Cortina e Dobbiaco offrono sistemazioni per tutte le tasche. I rifugi in quota sono suggestivi ma spesso completi: prenotate con settimane di anticipo.
Da Canazei, potete fare il celebre “Giro delle Quattro Passi” in giornata: Pordoi, Sella, Gardena e Campolongo. 52 chilometri di curve leggendarie che formano un anello perfetto. Durata: 2-3 ore senza soste, ma vi fermerete continuamente.
Se avete un giorno extra, da Bolzano potete raggiungere il Passo dello Stelvio (2.758 metri) in 2 ore. 48 tornanti sul versante sud, 40 sul versante nord. Una delle strade più iconiche d’Europa. Aggiungete 200 km al vostro itinerario.
Per i più avventurosi, la Strada delle 52 Gallerie sul Monte Pasubio è un’esperienza unica. Strada militare della Prima Guerra Mondiale, oggi percorribile in moto (con prudenza). Non per principianti.
Le strade dolomitiche sono ben mantenute, ma richiedono rispetto. Curve cieche, ghiaia in curva dopo i tornanti, traffico turistico: mantenete sempre un margine di sicurezza.
Controllate le previsioni meteo ogni mattina. Un temporale in quota può rendere l’asfalto scivoloso in pochi minuti. Se vedete nuvole scure, scendete di quota.
I motociclisti sono numerosi sulle Dolomiti: rispettate chi va più piano, sorpassate solo in sicurezza. Le ambulanze impiegano tempo ad arrivare in quota.
450 chilometri che racchiudono il meglio delle Alpi italiane. Ogni passo ha la sua personalità: il Sella è maestoso, il Giau è scenografico, il Pordoi è tecnico, il Falzarego è selvaggio.
Le Dolomiti sono Patrimonio UNESCO. Le pareti rocciose verticali, i prati verdi, i boschi di larici: ogni chilometro offre panorami diversi. E l’asfalto è perfetto.
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